Informazioni essenziali per un futuro sereno

Anche per questa patologia congenita è essenziale porre una diagnosi precoce ed informare i genitori su tutto il percorso terapeutico che deve essere tempestivo per un corretto sviluppo dell'articolazione

 Cos’è
È un’alterazione dello sviluppo articolare dell’anca nel neonato e nel lattante: la testa del femore non è perfettamente stabile all’interno dell’acetabolo. Può andare  da una lieve instabilità a una lussazione completa dell'anca.

 Diagnosi

  • Visita pediatrica con manovre specifiche (Ortolani e Barlow)
  • Ecografia dell’anca nei primi mesi di vita
  • Radiografia dopo i 4-6 mesi, quando l’osso è più visibile

Trattamento
Dipende dall’età e dalla gravità:

  • Tutori (prima scelta nei neonati)
    Mantengono anche in posizione corretta (flessione e abduzione) per favorire lo sviluppo normale.
    Il più usati sono il divaricatore tipo Tubingen (dinamico) e il divaricatore tipo Milgram da indossare per settimane o mesi.
  • Riduzione chiusa + gesso
    Se il tutore non basta, si può riposizionare l’anca senza chirurgia (in anestesia) e immobilizzarla con un gesso.
  • Intervento chirurgico
    Necessario nei casi più gravi o diagnosticati tardi:
    • riduzione chirurgica dell’anca
    • eventuali osteotomie (rimodellamento di femore o bacino)

 

Qual è il ruolo dei genitori?

Capire: comprendere come gestire il tutore e la sua corretta posizione e che il successo della terapia dipende quasi interamente dalla costanza nell'uso del tutore.  Se il tutore non viene utilizzato correttamente o viene sospeso in anticipo, il rischio che l'anca non si sviluppi nel modo corretto è molto alto

Monitorare: è importante distinguere il pianto dovuto al semplice fastidio dal pianto dovuto a un dolore reale. Se il bambino piange in modo inconsolabile, è fondamentale verificare che il tutore non stia causando lesioni cutanee.

Comunicare al medico ogni dubbio sul trattamento: sapere cosa sta facendo il medico e che, ogni settimana, con il tutore, sta permettendo il corretto sviluppo dell'anca può aiutare i genitori a mantenere la calma e a trasmettere sicurezza al bambino. La partecipazione di tutta la famiglia migliora la qualità del sonno del bambino e la soddisfazione complessiva nel percorso terapeutico.

Puo recidivare?

Una recidiva è definita come la ricomparsa di uno qualsiasi dei componenti della patologia. La displasia dell'anca, se trattata correttamente, non può recidivare. Se trattata precocemente, nella maggior parte dei casi l’anca si sviluppa normalmente senza conseguenze