Informazioni essenziali per un futuro sereno

È cruciale che i genitori sappiano che un trattamento tempestivo e adeguato permetterà al bambino di condurre una vita normale; comprendere le opzioni di cura e agire tempestivamente sono fondamentali per il recupero completo. 

Cos'è il piede torto congenito?

Il piede torto congenito (noto anche come piede equino-varo-supinato-addotto) è la malformazione muscoloscheletrica più comune alla nascita.

Si manifesta con un orientamento anomalo del piede, che appare ruotato verso l'interno e verso il basso.

 

Per descrivere le caratteristiche del piede torto si usa spesso l'acronimo CAVE:

  • C (Cavo): l'arcata plantare è molto pronunciata.
  • A (Addotto): la parte anteriore del piede è rivolta verso l'interno.
  • V (Varo): il tallone è inclinato verso l'interno.
  • E (Equino): il piede è puntato verso il basso.

 

 

La causa resta sconosciuta, sebbene siano noti una serie di fattori di rischio: familiarità, sesso maschile, primiparità.

Trattamento:

Oggi, il trattamento considerato il più efficace, con ottimi risultati a lungo termine, è il metodo Ponseti. Si tratta di un approccio conservativo (non chirurgico invasivo) che si suddivide in tre fasi principali:

  1. Manipolazioni e Gessi Seriali: l’ortopedico manipola delicatamente il piede e applica gessi settimanali per correggere gradualmente tutte le deformità.
  2. Tenotomia dell’Achille: nella maggior parte dei casi (circa il 90%), dopo l'ultimo gesso è necessario un piccolo intervento per allungare il tendine d’Achille e correggere la posizione del piede verso il basso. Dopo l'intervento viene applicato un ultimo gesso da indossare per circa tre settimane.
  3. Uso del Tutore: questa è la fase più lunga e fondamentale per evitare ricadute. Il bambino dovrà indossare un tutore (scarpine collegate da una barra):

    ◦ Per 23 ore al giorno nei primi 6-10 mesi.

    ◦ Solo durante il sonno (notte e riposini) fino ai 4-5 anni di età.

Trucchi e consigli utili durante il trattamento:

Periodo del trattamento in gesso

  • Tenere l’arto sollevato, sia quando il bambino è in braccio che nella carrozzina, utilizzando supporti sotto i piedi (ad es. un lenzuolo arrotolato o un cuscino).
  • Controllare la vascolarizzazione delle dita: premete sulla punta del dito del piede finché non diventa bianca; quando rilasciate, il colore deve tornare rosa entro pochi secondi. Se non tornasse rapidamente al rosa, la circolazione potrebbe essere compromessa.

Periodo del trattamento in tutore

  • Un tutore ben progettato e applicato correttamente non dovrebbe permettere al piede di scivolare o uscire. Se succede, controllate i seguenti punti:
  • Il tallone è ben posizionato? È fondamentale che il tallone sia a stretto contatto con la suola della scarpetta. Il tutore ha un foro sul retro per consentire di verificare visivamente che il tallone sia "giù".

 

  • Le fibbie o i cinturini sono abbastanza stretti? Spesso il piede scivola perché il cinturino centrale (che tiene fermo il tallone) non è stretto a sufficienza.
  • Calzini adeguati: Assicuratevi che il bambino indossi calzini sottili e senza pieghe, che non favoriscano lo scivolamento.

Un consiglio pratico: segnare con un pennarello sul calzino la posizione corretta, oppure utilizzare calzini con gommini antiscivolo all'esterno (non all'interno).

Qual è il ruolo dei genitori?

Capire: comprendere come gestire il gesso e che il successo della terapia dipende quasi interamente dalla costanza nell'uso del tutore.  Se il tutore non viene utilizzato correttamente o viene sospeso in anticipo, il rischio che il piede torni nella posizione sbagliata è molto alto.

Monitorare: è importante distinguere il pianto dovuto al semplice fastidio dal pianto dovuto a un dolore reale. Se il bambino piange in modo inconsolabile, è fondamentale verificare che il gesso non sia troppo stretto né che non ci siano segni di sofferenza cutanea.

Comunicare al medico ogni dubbio sul trattamento: sapere cosa sta facendo il medico e che ogni gesso settimanale sta correggendo gradualmente la deformità può aiutare i genitori a mantenere la calma e a trasmettere sicurezza al bambino. La partecipazione di tutta la famiglia migliora la qualità del sonno del bambino e la soddisfazione complessiva nel percorso terapeutico.

Perché non bisogna ignorare lo scivolamento del gesso?

 Il tutore serve a mantenere il piede in una posizione "abdotta" (ruotata verso l'esterno) e con la punta verso l'alto (dorsiflessione) per evitare che i tessuti tornino a contrarsi. Se il piede non è tenuto correttamente in posizione, il rischio che la deformità ritorni è altissimo. Le statistiche mostrano che, nelle famiglie che non riescono a completare correttamente la fase del tutore, la recidiva può verificarsi fino all'80% dei casi. Efficacia nel tempo: Nel primo anno di vita, la mancata adesione al protocollo del tutore comporta una recidiva nel 100% dei casi.

 

Prognosi:

Puo recidivare?

Una recidiva è definita come la ricomparsa di uno qualsiasi dei componenti della deformità originale. I principali segnali per riconoscere una recidiva durante la crescita sono:

  • Il bambino cammina sulle punte: è spesso il primo segno visibile e si manifesta con un tendine d'Achille teso o contratto.
  • Il bambino cammina con le punte all'interno
  • Il bambino perde la capacità di appoggiare correttamente il tallone al suolo durante la camminata
  • Il bambino cammina con la pianta del piede rivolta verso l’interno

In caso di comparsa di questi segni, il trattamento prevede solitamente la ripetizione del metodo Ponseti (gessi seriali) e, in alcuni casi (tra il 5% e il 20%), un intervento di trasferimento del tendine tibiale anteriore per stabilizzare la correzione.

 

Con un trattamento eseguito correttamente, i bambini nati con il piede torto potranno

  • Partecipare regolarmente a ogni tipo di sport.
  • Avere una funzionalità del piede eccellente, paragonabile a quella di persone nate con piedi normali.
  • Indossare scarpe standard senza limitazioni.
  • Raggiungere lo sviluppo motorio con ritardi minimi.

È ampiamente documentato in ambito sportivo internazionale che numerosi campioni sono nati con questa condizione e hanno raggiunto i massimi livelli agonistici grazie alle cure ricevute.

Tra questi (ti invito a verificare indipendentemente queste informazioni):

  • Kristi Yamaguchi: campionessa olimpica di pattinaggio artistico su ghiaccio.
  • Mia Hamm: considerata una delle più grandi calciatrici di tutti i tempi.
  • Steven Gerrard: storico capitano del Liverpool e della nazionale inglese di calcio.
  • Troy Aikman: quarterback vincitore di tre Super Bowl con i Dallas Cowboys.